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Il corridore

(The Runner, Un passo dopo l'altro)

di Paolo Casalis e Stefano Scarafia
Italia, 2009, 52'

Amore, sofferenza, rivincita.
La vera storia di un operaio diventato Campione del mondo di corsa estrema a 60 anni.

“Nella vita sono un vinto, sono nato povero e sono povero ancora adesso. Corro per rifarmi. Corro per vendetta.”
Marco Olmo, 2008

Marco Olmo è una leggenda vivente della corsa estrema.
Ha iniziato tardi, quando gli altri smettevano, facendo tutto da solo.
Nelle “vite precedenti”, come dice lui, è stato contadino, camionista, poi operaio nel cementificio del paese. Ha lavorato per vent’anni in cava, sulla terra appartenuta alla sua famiglia, là dove c’era la casa paterna venduta prima di essere assunto.
Correre è diventata la sua ragione di vita, l’unica via per riscattarsi da un destino amaro.
A 60 anni è diventato Campione del Mondo vincendo l’Ultra Trail du Mont Blanc, la gara di resistenza più importante e dura al mondo. 167 Km attraverso tre nazioni, oltre 21 ore di corsa ininterrotta attorno al massiccio più alto d’Europa.
Uno sport ai limiti dell’immaginabile in cui la preparazione fisica, mentale e le motivazioni personali sono fondamentali. Nonostante l’età, gli acciacchi e una stagione di sconfitte subite da avversari sempre più giovani e preparati, non ha intenzione di smettere.
Insieme a sua moglie Renata, che lo sostiene in ogni sfida, per un altro anno si prepara ad affrontare la gara che lo ha consacrato campione.
Potrebbe essere l’ultima della sua carriera.
Marco deve vincere, per dimostrare a se stesso che può ancora farcela.

Per noi Marco è un eroe romantico, la sua sfida ci pare epica e commovente. La sua vita di rinunce e sacrificio, poetica. La sua scelta quasi inevitabile: corre per vincere ancora, correre per non perdere la speranza. Marco sfida se stesso, contro il destino, contro l’età e il fisico. Ma è una battaglia in qualche modo persa in partenza. L’inevitabile domani lo sta raggiungendo. Non potrà correre per sempre e, forse già da ora, non potrà più vincere come prima.
Dovrà necessariamente trovare una nuova ragione di vita.
La sua è una storia che appartiene a tutti noi. Prima o poi le cose belle finiscono ed è in quei momenti che bisogna saper essere coraggiosi. Non fermarsi, oppure fermarsi, e poi ripartire.


Contesto
La Valle
Negli ultimi decenni il nostro Paese è stato oggetto di cambiamenti fisici, sociali ed economici che hanno trasformato irreversibilmente e in maniera traumatica il modo di vivere di intere generazioni.
Lo sviluppo dell’industria è stata la svolta decisiva. Le valli montane e i loro abitanti sono un esempio emblematico di questo cambiamento.
A Robilante, piccolo paese della Valle Vermenagna poco oltre Cuneo, negli anni ‘60-‘70 va in frantumi
un modello che aveva retto immutato per secoli. Nel fondovalle si insediano cave di silice e cemento (la Buzzi Unicem, la Sibelco) che necessitano di manodopera. “Manodopera fresca, sana e rassegnata”, così Nuto Revelli ne “Il mondo dei vinti” descrive contadini e allevatori che dalle borgate
in cui si viveva di allevamento e pastorizia, si trasferiscono per lavorare nelle fabbriche, come operai.
A distanza di anni, il territorio porta ancora le tracce di quella trasformazione, mentre la valle è tuttora alla ricerca di un differente modello di sviluppo.
Marco ha vissuto su di sé questo processo e ne porta ancora le cicatrici. Ci racconterà come è cambiata
la sua vita, da contadino, a operaio, a campione di corsa.

Le gare di ultratrail

Corrispondono alla lunghezza di circa quattro maratone. Corse a tappe o continue (quelle che Marco predilige) su percorsi estenuanti lungo sentieri di alta montagna, nella neve o attraverso le sabbie dei deserti nordafricani. Si corre di giorno e di notte, alla sola luce di una torcia (simile a quella che hanno sull’elmetto i minatori nelle cave). Tracciati pericolosi ai quali gli atleti si preparano con massacranti sessioni di allenamento. Tutti i giorni due ore di corsa e otto ore consecutive almeno una volta a settimana.
Competizioni in cui non basta la grande preparazione fisica, ma servono senso d’orientamento, coraggio
e soprattutto la conoscenza dei propri limiti fisici e mentali. e la capacità di superarli
Atleti, tifosi, appassionati e amanti di questa disciplina sono decine di migliaia in tutto il mondo.
In particolare in Italia, Spagna, Francia, Germania e Stati Uniti.

RegiaPaolo Casalis e Stefano Scarafia
SoggettoStefano Scarafia, Paolo Casalis
SceneggiaturaStefano Scarafia, Paolo Casalis
Musica originaleAlberto Cipolla
InterpretiMarco Olmo, Renata Dalmasso
Direttore di produzioneMartina Dotta
Organizzatore generaleMartina Dotta
Produzione esecutivaDamiano Gravili
ProduttoreDamiano Gravili per BODÀ s.n.c
ProduzioneBoda' (Torino)
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - produzione settembre 2008 under 35)
Festival - Mercati - Eventi

Marzo 2010 10° Piemonte Movie Panoramica Doc (Anteprima Locale)

PREMI
Selezione ufficiale Trento Film Festival 2011
Menzione Speciale Milano FICTS 2010
Selezione ufficiale Barcellona Film Festival 2010
Premio alla sceneggiatura, Marcarolo Festival 2009

ContattiPaolo Casalis M +39 340 4699252 / Stefano Scarafia M +39 333 4991785
Emailinfo@unpassodopolaltro.it
Webwww.unpassodopolaltro.it
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