di Mario Martone
Italia/Francia/Svizzera, 2010, 35mm, 204'

l film ambientato nel 1848 racconta le vicende di un gruppo di rivoluzionari del Risorgimento connessi alla Giovane Italia.
Tre ragazzi del sud Italia, in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti che nel 1828 vedono coinvolte le loro famiglie, maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Attraverso quattro episodi che corrispondono ad altrettante pagine oscure del processo risorgimentale per l'unità d'Italia, le vite di Domenico, Angelo e Salvatore verranno segnate tragicamente dalla loro missione di cospiratori e rivoluzionari, sospese come saranno tra rigore morale e pulsione omicida, spirito di sacrificio e paura, carcere e clandestinità, slanci ideali e disillusioni politiche. Sullo sfondo, la storia più sconosciuta della nascita del paese, dei conflitti implacabili tra i "padri della patria", dell'insanabile frattura tra nord e sud, delle radici contorte su cui sì è sviluppata l'Italia in cui viviamo.
<I nostri sono anni tormentati dalla minaccia del terrorismo, un fenomeno che resta, prima di ogni tentativo di spiegazione razionale o politico, un tragico mistero dell’animo umano. E’ stato un paio di anni fa che ho cominciato a pormi alcune domande che ci riguardano: siamo sicuri che la nascita del nostro paese nell’ottocento, sempre così circoscritta nella memoria storica a pagine di eroismo e guerra aperta, sia stata davvero immune da quella declinazione della lotta armata che prende la forma dell’attentato terroristico? Cosa ha significato “cospirare” per centinaia di giovani che, credendo fideisticamente nella necessità di liberare e unire l’Italia oppressa dallo straniero, erano pronti a sacrificare la propria vita per colpire a morte i simboli dell’autorità repressiva? E se non facciamo fatica a immaginare che i governi europei nostri nemici giudicassero questi uomini dei criminali, siamo certi di sapere che a definire Mazzini e i suoi “una banda di feroci e fanatici assassini” fosse un italiano, anzi l’artefice diplomatico dell’unità d’Italia, Camillo di Cavour? Spinto da queste domande, ho chiesto a Giancarlo De Cataldo di iniziare con me un viaggio alla ricerca di quelle tracce che una certa rappresentazione retorica del nostro risorgimento ha finito per seppellire, privandoci di una prospettiva sul nostro passato evidentemente problematica, ma proprio per questo molto più viva e appassionante.
Dopo molti mesi di studio e ricerche abbiamo individuato tre figure “minori” tra i cospiratori italiani dell’ottocento e abbiamo attribuito le loro vicende a tre personaggi di nostra immaginazione: intorno a queste vicende abbiamo quindi costruito l’intera impalcatura del racconto, composta integralmente di fatti, comportamenti e parole attinti rigorosamente alla documentazione storiografica. Uno dei tre personaggi è ispirato al protagonista di un romanzo in cui Anna Banti racconta la storia di suo nonno che era stato un cospiratore, un libro intitolato “Noi credevamo”. Solo una parte di questo libro confluisce nel film, ma il titolo ci è apparso bellissimo e adatto per l’insieme del racconto. Domenico e Angelo, l’altro protagonista, incarnano due modi profondamente diversi di vivere l’esperienza della clandestinità, della cospirazione e della lotta armata, modi che ancora oggi è possibile cogliere intorno a noi, se non ci si limita ad appiattire problemi enormi come quello dell’indipendenza dei popoli su uno schema superficiale. La loro storia ha per sfondo la problematicissima nascita dello stato italiano, le scelte di un paese eternamente diviso in due (allora tra monarchici e repubblicani),il contrasto dilaniante tra azione e disillusione che segna da allora, come un pendolo amaro, ogni fase della nostra storia. Provare a leggere la radice dello stato italiano ci aiuta a comprendere molte cose della pianta che ne è sviluppata.>
Mario Martone
| Regia | Mario Martone |
| Soggetto | liberamente ispirata a vicende storiche realmente accadute e al romanzo di Anna Banti “Noi credevamo” |
| Sceneggiatura | Giancarlo De Cataldo e Mario Martone |
| Fotografia | Renato Berta |
| Montaggio | Jacopo Quadri |
| Scenografia | Emita Frigato |
| Costumi | Ursula Patzack |
| Musica originale | Hubert Westkemper. Edizioni musicali RAI TRADE. |
| Musiche di repertorio | musiche di Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini e Gioacchino Rossini eseguite dall’Orchestra sinfonica della RAI di Torino diretta da Roberto Abbado. |
| Suono | Gaetano Carito, Concetta Maria Lombardo (suono in presa diretta). Brando Mosca |
| Operatore | Renaud Personnaz |
| Effetti speciali | Gino De Rossi |
| Trucco | Vittorio Sodano |
| Aiuto regista | Federico Falsini, Valerie Tristan, David Maria Putorti. (1° aiuti regia). Raffaele Di Florio (2° aiuto regia). |
| Casting | Morgana Bianco (A.O.S.M. Piemonte), Marilee Reina (Assistente A.O.S.M.). |
| Segretario di edizione | Fiorella Giovanelli |
| Altri credits | Daniela Apolloni e Margherita Di Tullio (coordinatore di produzione); Deborah Cesana e Fabio Lombardelli (segretari di produzione); Federico Fusco (location manager Piemonte). Luigi Pinto, Daniele Manca, Ivano Coia, Giorgio Ficarra, Claudio Cataldi, Stefano Alunni e Diego D’Andrea (aiuto segretari di produzione). Martino Pellion di Persano (assistente operatore); Stefano Meloni (aiuto operatore); Sandro de Frino (video assist). Marco Piovanotto, Tano D’Amico e Franco Bellomo fotografi di scena. Marco Ascanio Viarigi (assistente effetti speciali). Pierpaolo Merafino microfonista Piemonte; Silvia Moraes (montaggio del suono). Alessandro Feletti (Montaggio presa diretta). Erika Aversa (aiuto scenografo); Andrea Chiebao (attrezzista di preparazione); Roberto Benetti (Attrezzista di scena); Domenico Pierotti, Aldo Molinino e Paolo Nanni (aiuto attrezzisti); Giorgio Barullo e Loredana Bonini (pittori di scena) Elisabetta Antico (1° ass. costumista); Claudette Lilly e Valeria Bistoni (assistente costumista); Sara Giovene (aiuto costumista e sarta); Nadia Salvatore (capo sarta); Elena Pascaniuch (sarta); Domenica Columpsi e Sara Pantusa (aiuto sarta). Aldo Signoretti (acconciature); Caterina Sisto, Rossella Gregorio, Alessandro D’Anna, Goffredo Calisse e Federico Carretti (truccatori); Marco Perna, Samankta Giogia Mura, Luca Vannella, Peter Nicastro e Ferdinando Merolla (parrucchieri). Gianfranco Soro (caposquadra elettricisti); Fiore Beltrame, Davide Marcone e Fabrizio Giometti (elettricisti). Vincenzo Pontil Scala (caposquadra macchinisti); Stefano Fois, Riccardo Mellana, Alessio Fugolo e Marco Montanaro (macchinisti). Ippolita Di Majo (ricerca iconografica e musicale). |
| Interpreti | Toni Servillo (Giuseppe Mazzini), Luigi Lo Cascio (Domenico), Valerio Binasco (Angelo), Francesca Inaudi (Cristina di Belgiojoso da giovane), Guido Caprino (Felice Orsini), Renato Carpentieri (Carlo Poerio), Ivan Franek (Simon Bernard), Andrea Bosca (Angelo da giovane), Edoardo Natoli (Domenico da giovane), Luigi Pisani (Salvatore), Andrea Renzi (Sigismondo di Castromediano), Stefano Cassetti (Carlo Rudio), Franco Ravera (Gomez), Michele Riondino (Saverio), Roberto De Francesco (Don Ludovico); Edoardo Winspeare (Nisco). Con la partecipazione di Luca Barbareschi (Antonio Gallega), Luca Zingaretti (Francesco Crispi), Fiona Shaw (Emile Ashurst Venturi), Francis Pardeilhan (il Giudice), Pino Calabrese (il maresciallo del Carretto), Enzo Salomone (il barone Pica) Con le amichevoli partecipazioni di Alfonso Santagata (Saverio o’trappetaro), Peppino Mazzotta (Carmine), Giovanni Calcagno e Vincenzo Pirrotta (gli attori della Vicaria) e di Anna Bonaiuto (Cristina di Belgiojoso). |
| Direttore di produzione | Erik Paoletti |
| Ispettore di produzione | Riccardo Borni e Andrea Alunni |
| Produzione esecutiva | Patrizia Massa |
| Produttore | Carlo Degli Esposti, Conchita Airoldi e Giorgio Magliulo. Carlo Cresto-Dina (Produttore associato). |
| Coproduttore | Serge Lalou per Les Films d’Ici (Francia) e con la partecipazione di Arté France (Francia) |
| Produzione | Palomar S.p.a. (Roma) |
| con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte; il contributo del Comitato Italia 150 in accordo con Regione Piemonte e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale Cinema; la collaborazione con Rai Cinema, Rai Fiction e Feltrinelli; il supporto dell’Apulia Film Commission con il contributo alla ospitalità dell’assessorato regionale al Turismo e industria alberghiera della regione Puglia. | |
| Distribuzione/Diffusione | 01 Distribution |
| Arredamento | Sabrina Coppolecchia (Piemonte) |
| Assistente al montaggio | Nathalie Cristiani, Chiara Graziotti |
| Assistente scenografo | Lorenza Boaglio |
| Assistente alla regia | Flaminia Caroli. Alice Filippi (Piemonte) |
| Festival - Mercati - Eventi | uscita nei cinema: novembre 2010 |