di Federica Miglio
Italia-Germania, 2013, 80' / 90', Dolby
Il Muro di Berlino appartiene ormai alla storia, ma nel mondo odierno i meridiani e i paralleli sono ancora sfregiati da Muri quanto mai solidi. Il nostro film documentario vuole raccontare l’impatto che i Muri hanno sugli esseri umani. C’è il Muro dell’operazion“Gatekeeper” tra Stati Uniti e Messico contro l’immigrazione clandestina; il Muro tra le due Coree; quello tra Cipro e i turco-ciprioti; quello tra irlandesi cattolici e protestanti; il Muro tra India e Pakistan; quello tra Spagna e Marocco, a Ceuta e Melilla; quello che l’Uzbekistan ha voluto al confine con il Kyrgyzstan; il Muro che Israele ha posto lungo il confine con la Cisgiordania e la barriera elettrificata che il Botswana ha costruito per fermare l’immigrazione dallo Zimbabwe.
Il film non va alla ricerca di tutti i Muri, è addirittura costretto a scartarne alcuni per raccontare meglio la storia di altri, o in maniera ancora più ambiziosa vorrebbe raccontare il Muro nella sua essenza, attraverso la ricerca del minimo comune denominatore che li equipara tutti, a qualsiasi latitudine siano essi costruiti e indipendentemente dalle ragioni storiche o geografiche che ne abbiano determinato il loro innalzamento.
Lo scopo del documentario è quello di offrire a un vasto pubblico uno sguardo d’insieme sul fenomeno dei Muri. Un’indagine capace di abbracciare i quattro punti cardinali del mondo, assecondando – proprio com’è accaduto a me mentre scattavo foto in Cisgiordania a ridosso del Muro eretto da Israele – la critica e ineludibile curiosità di andare a vedere quanti altri Muri ci fossero al mondo, perché sono stati costruiti e quali conseguenze hanno sulla vita degli esseri umani coinvolti.
Così ho capito che i Muri archeologici o da “museo” – da quelli romani, a quelli medievali, fino al Muro di Berlino – sono la minoranza, e che invece è purtroppo possibile tracciare un periplo idealmente lungo trentamila chilometri e ampio quattro continenti, dove la maggioranza dei Muri ancora esercita il suo sgradevole potere e cambia per sempre la vita delle persone. Un racconto critico, ma imparziale. Che non intende sindacare sulle decisioni prese o subite dalle parti in causa, ma che va alla ricerca dei motivi del fallimento che c’è alla base della costruzione di qualsiasi Muro: azione anacronistica in tempi di villaggio globale. Perché quand’anche un Muro fosse una soluzione, lo è sempre all’interno di un fallimento più generale.
| Regia | Federica Miglio |
| Soggetto | Federica Miglio |
| Sceneggiatura | Federica Miglio |
| Fotografia | Federica Miglio |
| Montaggio | Federica Miglio, Emily Greene |
| Direttore di produzione | Alessandro Turci |
| Produzione esecutiva | Alessandro Turci |
| Coproduttore | Amelio Ortiz & Navarrete GbR (Berlin) |
| Produzione | Klar (Torino) |
| con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - sviluppo dicembre 2011) | |
| Distribuzione/Diffusione | Journeyman Pictures (London) |
| Contatti | Klar |
| klar@klar.it | |
| Web | www.klar.it |