31° Torino Film Festival Italiana.doc
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Lina ha 70 anni ed è contadina da sempre. La sua schiena è curva e rivolta verso la terra. Ogni mattina, al buio, parte da San Mauro, il “paese delle fragole”, per arrivare nel mercato all’aperto più grande di Europa: Porta Palazzo, dove vende la sua frutta, la sua verdura... e le sue fragole. La vita di Lina, come lei dice, è “casa, chiesa e lavoro”: non ha figli, ma cinque cani e un marito che la spinge, inascoltato, a smettere di lavorare.
Un giorno però al mercato entra in scena Hassan, un giovane immigrato marocchino in cerca di lavoro...

El lugar de las fresas è la storia di Lina e Hassan raccontata dallo sguardo di una giovane cineasta spagnola, in un luogo comune e universale, come è un grande mercato all’aperto. Ma soprattutto è un film poetico, che mostra al pubblico il valore più essenziale e puro dell’essere umano attraverso il lavoro della terra.

Nel “luogo delle fragole” la parola trasformazione è l’elemento vitale e strutturale.

La trasformazione dei personaggi, dei loro rapporti e della loro storia, ma anche del lavoro, dei contadini, di un’epoca. In piena globalizzazione dove tutto e tutti si spostano, Lina, la trottola che corre da una parte all’altra, è ancora lì, nel luogo delle fragole, sopravvivendo all’avvento di un’era globale. Questo contrasto è già di per sé ricco di sfumature espressive che impreziosiscono il mio racconto.

La trasformazione, poi, è spesso associata all’idea di conflitto, altro leit motiv del film. I conflitti di Lina rimandano a qualcosa di più grande del semplice caso particolare: Attraverso la storia di Lina passeremo dai campi di fragole di un paese della periferia di Torino alle contraddizioni della globalizzazione, dalle difficoltà di un marocchino alle problematiche dell’immigrazione e non mancheranno capovolgimenti da cui trarre insegnamenti: il rapporto tra Lina e Hassan è l’espressione più alta dell’integrazione e dell’incontro tra culture e popoli diversi. Lina è cresciuta in un ambiente chiuso e ostile ai cambiamenti, qual è il mondo contadino, ma è riuscita a scongiurare tabù e pregiudizi atavici coltivando gli insegnamenti più nobili della vita rurale. Nelle sue scelte quotidiane risiedono grandi virtù che faticano a sopravvivere in quest’epoca.

Trovo quindi curioso che per tornare a credere in un mondo migliore, più umano, evoluto e privo di confini, si possa imparare tanto dalla storia di un’anziana contadina che ha speso la sua vita a raccogliere le fragole..."

Maite Vitoria Daneris

Regia
Maite Vitoria Daneris
Sceneggiatura
Maite Vitoria Daneris
Fotografia
Maite Vitoria Daneris
Montaggio
Renato Sanjuan
Musica originale
Andrea Gattico | Musicisti della colonna sonora: Andrea Gattico, Flavio Giacchero, Khalid Zarou, Mayumi Suzuki, Aschour Tesbia, Marco Piccirillo
Operatore
Maite Vitoria Daneris
Altri credits
Mirko Capozzoli (Post-produzione Torino), Alessandro Dominici (color correction), Marco Montano | 3DiT Lab (registrazione voice over) / Location: Mercato dei contadini Porta Palazzo e San Mauro Torinese (Torino)
Interpreti
Lina (Garrone Ernesta), Gianni Baccola, Hassan Raqabi
Produzione esecutiva
Maite Vitoria Daneris
Co-produttore
Viaindustriae Associazione culturale (produttore associato)
Produzione
Maite Vitoria Daneris Film
Premi e festival

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Maite Vitoria Daneris