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Tiziano Gaia

Torino (TO)
M +39 339 3925912
tiziano@tizianogaia.com
www.tizianogaia.com

Professione principale Sceneggiatore
Professioni secondarie Regista, Consulente, Direttore artistico
Genere principale Documentari
N. Enpals -
Altre iscrizioni -
Anno di nascita 1975
Titolo di studio Diploma Classico, Liceo Ginnasio Baldessano Carmagnola (TO)
Formazione professionale -
Collaborazioni
Altre esperienze Giornalista e autore presso Casa Editrice Slow Food (2000-2008), autore del libro "Puoi chiamarmi fratello" (Instar Libri Torino - 2011) e del Musical "6 come noi", produzioni Cottolengo Torino (2012)
Lingue di lavoro Italiano, inglese
Principali progetti realizzati

Barolo Boys. Storia di una rivoluzione, film documentario di Paolo Casalis e Tiziano Gaia (Italia, 2014), Stuffilm Creativeye, Bra Italia
Winner Doc Wine Travel Food 2014; Vancouver Italian Film Festival 2015, Wine Country Film Festival California 2014, Piemonte Movie 2015, Kinookus Festival Dubrovnik 2014, Overlook Festival 2014, Corto e Fieno Festival 2014

***

Tiziano Gaia (Torino, 31 marzo 1975), famiglia originaria di Castellinaldo, piccolo paese non lontano da Alba (Cuneo), in gioventù ha ideato e diretto svariate iniziative culturali, tra cui Cantè j’euv Roero (2000-2004), divenuto oggi uno degli appuntamenti fissi nel calendario degli eventi  primaverili piemontesi. Sui temi della cultura orale ha inoltre pubblicato la “Trilogia della Memoria” (Castellinaldo 2002-2004), e “Treiso50” (Treiso 2007).

Dal 2000 al 2008 si è occupato delle pubblicazioni e degli eventi del movimento internazionale Slow Food. In particolare ha ricoperto il ruolo di vice curatore della Guida Vini d’Italia (Slow Food-Gambero Rosso) e di curatore della Guida agli Extravergini. In tale veste ha scritto per le riviste interne (Slow, Slowine) e per alcune delle principali testate italiane (La Stampa, Famiglia Cristiana). È stato il primo direttore della rivista storica “Roero. Terra ritrovata”, promossa da Carlin Petrini nell’ambito del progetto nazionale “Presidi della Memoria” (2008-2010).

Dopo aver ufficialmente lasciato Slow Food per intraprendere il proprio percorso autoriale e di narrazione, nel 2009 ha lavorato all’interno del carcere delle Vallette (Torino) nell’ambito del progetto di inclusione sociale “Pausa Café”. In tale occasione ha conosciuto Christian Kouabite, con il quale ha poi intrapreso un lungo viaggio in Camerun da cui è scaturito il suo primo libro, “Puoi chiamarmi fratello” (Instar, 2011).

È tornato a occuparsi di vino in due occasioni: insieme all’amico ed ex collega Giancarlo Gariglio ha collaborato alla stesura del libro “Grandi Vini” di Joe Bastianich, entrato nella classifica dei titoli più venduti negli Stati Uniti (2010); quindi ha seguito l’avvio di Eataly New York, dove ha gestito l’enoteca di vini italiani per circa un anno (2010-2011).

Nel 2012 è tornato in Italia per ideare, scrivere e allestire il musical “6 come noi”, liberamente ispirato alla figura del beato Fratel Luigi, il suo più illustre “compaesano” (Castellinaldo, 1922-1977). Lo stesso personaggio gli ha di recente ispirato la scrittura del lavoro documentaristico “Fratel Luigi. Gesti di santità”, diretto da Andrea Tomasetto (2015).

Nel 2013 ha unito la passione per le arti visive e la conoscenza nel mondo del vino per dare vita al progetto “Barolo Boys”, il cui film documentario, firmato insieme a Paolo Casalis e prodotto dalla Stuffilm Creativeye di Bra, è uscito il 30 settembre 2014 in Italia e il 3 novembre dello stesso anno negli USA. Già premiato come miglior documentario italiano nelle tematiche paesaggistiche e turistiche per l’anno 2014 e presentato in una ventina di festival internazionali, il film è entrato nella top 100 di iTunes. Sempre con la Stuffilm sta girando in questi mesi un documentario incentrato sulla figura di Renato Ratti, altro grande precursore del Barolo moderno: l’uscita è prevista per fine anno.

Al momento vive a Torino, dove sta sviluppando un network di giovani autori, film makers e case di produzione indipendenti volto alla “produzione di storie” in forma scritta, filmata o altro genere espressivo. I figli ribelli, la contaminazione tra culture e il viaggio inteso come attraversamento di esperienze e paesaggi dell’anima sono i temi forti del suo approccio narrativo.

Ancora e sempre legato al vino, suo primo amore professionale, sta per dare alle stampe un volume che racconterà l’Italia attraverso 40 itinerari enologici, secondo il filo conduttore delle “cantine con ospitalità”, uscita prevista settembre 2015, edizioni EDT-Torino.

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Scheda aggiornata al 29.08.2017
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