Dorando Pietri è nato da una famiglia di povera gente. Tutto quello che conosce sono i campi, la piazza di Carpi nei giorni di festa, la strada sterrata che confina con i filari di pioppi. Fin da bambino è sempre stato irresistibilmente affascinato da quella strada che finisce oltre l’orizzonte. E fin da piccolo ha l’abitudine di correre perché la corsa non ha bisogno di niente per l’esecuzione, lo spazio vuoto di fronte a noi è sufficiente...
Pericle Barbolini, il campione italiano di maratona, che corre per la stessa società da cui Dorando è rimasto escluso, partecipa a Carpi per un corsa dimostrativa. Dorando lo guarda ipnotizzato. La differenza tra i due uomini è impressionante; Barbolini alto e slanciato, Dorando basso e sgraziato. La gara ha inizio. Dorando anche se non iscritto si getta all’inseguimento del suo idolo-nemico perchè lo ritiene in parte responsabile della cacciata del fratello dalla città. Dorando con delle paste in mano affianca il rivale e gli parla. Pericle è seccato: chi è questo giovane che corre accanto a lui e che sta al passo con lui? Lo spinge via e lo fa cadere a terra. Questo è il punto di partenza di un’aspra rivalità tra i due uomini. Dorando raggiunge Barbolini, negli utlimi metri lo supera, e taglia il traguardo prima di lui. La gente all’arrivo è spiazzata, non sa chi applaudire, se il vincitore “regolare” o quello sconosciuto intruso.
Dorando ha battuto il grande Barbolini e finisce sui giornali. Anche il re, Vittorio Emanuele III, che è egli stesso uomo di bassa statura, è colpito dalla fotografia del piccolo Dorando accanto al grande Barbolini. E’ l’immagine di Davide contro Golia.
Dorando e Pericle diventato i “duellanti” di una sfida infinita, che non riguarda soltanto lo sport ma anche l’amore. Dorando e Pericle amano la stessa donna, Luciana.
Da una sfida all’altra, Dorando viene selezionato per i Giochi Olimpici.
Londra, 24 luglio 1908. La giornata è eccezionalmente afosa e il percorso difficile ha contribuito a rendere la competizione ancora più selettiva. Ben presto la corsa si trasforma in una gara a eliminazione. Ad uno ad uno gli atleti scoppiano, travolti dal loro stesso ritmo. Dorando invece, con la sua corsa morbida e regolare va avanti indomito. A poco più di un chilometro dall’arrivo è solo al comando. L’ingresso dell’atleta italiano nello stadio White City di Londra è accolto in un primo momento da mormorio di sorpresa che subito dopo si trasforma in una grande ovazione.
Dorando deve compiere solo mezzo giro di pista per tagliare il traguardo, ma è allo strenuo: stremato dallo sforzo, la testa confusa, vicino al completo collasso fisico, prende la strada sbagliata! Pubblico e addetti lo rimettono nella giusta direzione e lo guidano verso il traguardo. Cade, si alza, ricomincia a correre. Solo la volontà lo sostiene. Nel frattempo, il secondo atleta, l’americano Hayes, entra nello stadio e si avvicina velocemente. Dorando è arrivato a pochi metri dal filo di lana che segnerà la sua vittoria e il suo ingresso nella storia. Cade di nuovo. Un arbitro gli si avvicina e lo aiuta accompagnandolo fino al traguardo. A causa di quell’aiuto, sarà squalificato.
Egli perderà una vittoria che era il sogno della sua vita ma il suo exploit lo colloca tra gli eroi dello sport. La sua corsa scuote a tal punto l’opinione pubblica inglese che la regina Alessandra si sente in dovere di regalargli una coppa d’oro piena di sterline del tutto simile a quella assegnata al vincitore Johnny Hayes, il secondo a giungere al traguardo.
E’ una sconfitta quella di Dorando che vale però come mille vittorie. Il suo nome fa il giro del mondo e diventa famoso, tanto che Hayes lo invita in America per una sfida che deciderà una volta per tutte quale dei due è il più forte.
Dorando non vuole accettare l’invito ma riceve una lettera da Luciana, la donna contesa tra lui e Barbolini. Luciana avevano lasciato entrambi per andare a vivere in America e gli parla di sé e di suo figlio... Dorando nel frattempo ha sposato un’altra donna, Teresa la figlia del suo allenatore, che non può più avere figli. La lettera riaccende la sua passione per Luciana. Sogna che il bambino potrebbe essere suo. Parte per l’America verso un sogno d’amore e di gloria. Teresa rimane a casa. Sa tutto e il suo cuore sanguina.
L’avventura americana di Dorando, lo vede affrontare loschi personaggi implicati nel giro delle scommesse rimanendo però sempre puro nel suo spirito sportivo e nei suoi ideali patriottici: corre e vince non solo per se stesso ma per tutti i suoi connazionali, poveri emigrati emarginati che vivono grazie a lui una rivincita nei confronti dei “padroni di casa”.
Anche se costellata di vittorie, quell’esperienza lo costringe finalmente a decidere che la sua casa è in Italia e che Teresa è il suo vero amore. Egli capisce che la strada sterrata bianca che lo affascinava quando era un bambino deve essere percorsa fino in fondo.
Dorando torna quindi a casa ma vuole incontrare Barbolini, la cui immagine lo ha sempre accompagnato ad ogni passo e gli ha fornito gli stimoli per superare le immancabili crisi nel corso delle gare e riuscire a vincere.
Vuole rinnovare le loro sfide del passato. Barbolini, ex campione dimenticato, è stato però chiamato alle armi. Dorando decide di seguirlo in guerra e riesce ad incontrare il suo rivale ormai diventato un amico.
Eccoli: gli eterni antagonisti, uno di fronte all’altro. Sembrano fantasmi. Intorno a loro non ci sono pioppi, nessun campo ma solo le urla e le sofferenze di una guerra. Poche parole tra i due rivaliamici. Dorando lo sfida in mezzo all’inferno. La sfida è accettata. Due uomini insieme, sotto il sole battente in uno scenario di guerra, è il momento dell’attacco… escono assieme dalla trincea… corrono…

Le imprese di Dorando Pietri, specialmente la maratona alle Olimpiadi di Londra, hanno contribuito a fare dello sport un’epica moderna, con vincitori, sconfitti, drammi e piccoli e grandi eroi.

Regia
Leone Pompucci
Soggetto
tratto dal romanzo "Il sogno del maratoneta. Il romanzo di Dorando Pietri" di Pederiali Giuseppe. Gualtiero Rosella e Pietro Calderoni.
Sceneggiatura
Gualtiero Rosella, Pietro Calderoni, Grazia Giardiello e Roberto Jannone
Fotografia
Marco Pieroni
Montaggio
Osvaldo Bargero
Scenografia
Lorenzo Baraldi. Elisabetta Ajani
Costumi
Enrica Barbano (Costumista). Micol Agricola e Sara Giovene (Aiuto Costumi). Carola Fenocchio (Assistente Costumista).
Musica originale
Paolo Vivaldi
Suono
Maurizio Di Coste (Fonico), Gianfelice Soccorsi (Microfonista)
Operatore
Fabio Lanciotti
Aiuto regia
Enrico Protti
Segretario di edizione
Altri credits
Davide Spina (Location manager Torino); Daniele Manca (assistente location manager); Carlo Coscia (Coordinatore di Produzione); Fabrizio Bertoglio (Segretario Produzione Torino); Stefano Blisa, Paolo Ferro e Giovanni Cao (Aiuto segretario Produzione Torino). Federica Bertolino (Aiuto Cassiere Torino). Claudio Grifalconi (2° Assistente Operatore Torino). Fabio Airaudi (Vdeoassist); Davide Leone (Data Manager); Monica Chiappara (Operatore Backstage Torino). Rosa Ungolo (Pittore di Scena); Davide Conteduca (Aiuto pittore); Gianluca Rondinelli (Attrezzista di Preparazione); Carlo Bava, Franco Guglielmino e Saverio Sgaramella (Aiuto Attrezzista di Preparazione); Pino Galvagno, Giovanni Mastrogiacomo e Marco Molosini (Aiuto Attrezzista di Scena); Alerrandro Souza (Attrezzista di Scena). Ilaria Belloste, Federica Genovesi, Giorgia Morra e Sabrina Gennaro (Sarte). Marco Tavani (Runner Costumi). Fiorella Novarino e Pablo Cabello (Parrucchieri). Fabio Macaluso, Paolo Saccinto e Gianpaolo Miglio (Elettricisti). Leandro Pagano e Raffaele Stillavato (Macchinisti); Emanuele Cristini (Aiuto Macchinista). Valentino Pomonachi (Autista MdP) ; Giorgio Simula (Autista Trucco); Massimo Vergari (Autista Sartoria); Paolo Peccolo (Autista Tricamper A); Francesco Montalto (Autista Tricamper B); Mauro Franco (Autista scenografia); Vincenzo Cavaliere (Autista Produzione), Alfredo Cena (autista). G.F. Control Service (Noleggio Radio AF).
Interpreti
Luigi Lo Cascio (Dorando Pietri), Francesca Cavallin (Angela), Johannes Brandrup (Mattia), Lucrezia Lante Della Rovere (Bianca)
Direttore di produzione
Giacomo Centola e Antonio Schiano
Ispettore di produzione
Organizzatore generale
Claudio Gaeta
Produttore
Luca Barbareschi, Francesco Nardella (Produttore Rai)
Produzione
Casanova Multimedia (Roma)
Arredamento
Massimo Pauletto. Manuela Cammarata (Aiuto Arredamento).
Assistente al montaggio
Emiliano Bellardini (1° Ass. Montatore); Paolo Buzzetti (2° Ass. Montatore)
Assistente scenografo
Emanuela Zappacosta
Assistente alla regia
Alessandro Tonda (1° Ass. alla Regia Torino), Elisa Micalef (2° Ass. alla Regia Torino)
Premi e festival

uscita: domenica 18 e lunedì 19 marzo su Rai Uno