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Buongiorno Albania!

(Goodmorning Albania!)

di Lorenzo Burlando, Massimo T. Marini
Italia, 2014, 52'

Nel giugno del 1973 il dittatore albanese Enver Hoxha scatena l’ira del Partito del Lavoro albanese contro una generazione di intellettuali, artisti e musicisti, colpevoli di diffondere contenuti filo-occidentali. In un regime fondato sulla delazione e il sospetto, a finire nell’occhio del ciclone è il XI festival della canzone albanese, che per la prima volta s’ispira apertamente allo stile italiano del festival di Sanremo. Epurazioni interne, carcerazioni, cantanti ai lavori forzati e artisti mandati al confino: è l’inizio di una rivoluzione culturale sulla falsa riga di quella cinese, un periodo di terrore che finirà solo con la morte del dittatore nel 1985.

Per guardare la televisione il popolo albanese organizzerà una vera resistenza, fatta di sabotaggi, antenne di fortuna e azioni spericolate: il sogno che viaggia sulle onde dell’etere è impossibile da recintare, una via di fuga virtuale verso un ideale di bellezza e di libertà il miraggio di un occidente così vicino da sembrare irraggiungibile.

Attraverso la testimonianza dei protagonisti di quegli anni Buongiorno Albania! racconterà la storia di questo paese dimenticato nel cuore d'Europa, dagli anni oscuri della repressione, passando per la caduta del regime nel '91, dagli sbarchi di massa sulle coste pugliesi fino all'esplosione di emittenti televisive che fanno oggi dell'Albania il paese col maggior numero di tv per abitante.

Questo progetto si prefigge due obiettivi: da una parte svelare i retroscena della dittatura  europea più sconosciuta del secolo passato, dall’altra il documentario intende raccontare l’influenza che la televisione ha avuto (ed ha ancora oggi) nella creazione di un immaginario collettivo, ed il suo potere di stravolgere la storia e manipolare la realtà.

La storia sarà raccontata attraverso la televisione: le vite dei nostri personaggi prenderanno forma nel rapporto che hanno avuto con la televisione e nei legami tra la televisione, il regime e la società. Il nostro interesse nasce dalla considerazione che, negli ultimi cinquanta anni, la televisione è diventata il mezzo più diffuso e potente, in grado di costruire un consenso generale attraverso la rappresentazione di una realtà considerata praticamente indiscutibile. Come abbiamo imparato in Italia, chi ha compreso questo meccanismo oggi detiene il potere.

Cominceremo il nostro racconto tornando a quei giorni passati, per scoprire come il regime più paranoico del '900 abbia utilizzato questo meccanismo, e da quel punto ripercorreremo la storia fino ai giorni nostri per indagare il rapporto tra Italia e Albania sviluppato grazie all'influenza della televisione.

RegiaLorenzo Burlando, Massimo T. Marini
SoggettoLorenzo Burlando, Massimo T. Marini
SceneggiaturaLorenzo Burlando, Massimo T. Marini
MontaggioMarco Duretti
Altri creditsYlli Polovina, Erion Bubullima
Direttore di produzioneFrancesca Portalupi
Organizzatore generaleEmiliano Darchini
ProduzioneZenit Arti Audiovisive (Torino)
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte e della Regione Piemonte (Piemonte Doc Film Fund - Fondo regionale per il documentario - sviluppo dicembre 2011)
ContattiZenit Arti Audiovisive
Emailinfo@zenit.to.it
Webwww.zenit.to.it
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