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Andrea Fenoglio

Pinerolo (TO)
M +39 340 7626196
laterracheconnette@gmail.com
www.laterracheconnette.it

Professione principale Regista
Professioni secondarie Montatore video
Genere principale Documentari
Genere secondario Cortometraggi, istituzionale, industriale e didattico, fotografia documentaristica, app culturali, comunicazione web, innovazione sociale
N. Enpals -
Altre iscrizioni -
Anno di nascita 1977
Titolo di studio Laurea in Lettere Moderne a indirizzo Storico-Cinematografico / Università di Torino
Formazione professionale Universidade Nova (Lisbona)
Collaborazioni

Detour Audiovisivi (Torino) - Fondazione Nuto Revelli Onlus (Cuneo) - Fondazione Centro Giacometti di Stampa (CH) - Produzione Spinosa

Altre esperienze Fotografo
Lingue di lavoro Italiano, inglese, portoghese, spagnolo, francese.
Principali progetti realizzati

Laureato in Lettere Moderne a indirizzo Storico-Cinematografico con una tesi sul regista portoghese Pedro Costa. Autore di alcuni cortometraggi di esercitazione a Torino e Lisbona. Regista, film maker, artista crossmediale e
fotografo.

Nel 2005 inizia il mestiere di documentarista con la realizzazione di Scritti di Pietra in cui si concentra sulle dinamiche estrattive e produttive della Pietra di Luserna. Ne esce un lavoro “strutturalista” che analizza rapporti di proporzione uomo-macchina, uomo-paesaggio, uomo- produzione, attraverso un’ osservazione del lavoro durata un anno.

Per la Comunità Montana Pinerolese Pedemontano realizza nel 2007 L’isola deserta dei Carbonai, un film sugli ultimi carbonai della Valle Lemina e del Grandubbione. Il documento di cultura materiale descrive le fasi di lavorazione di una carbonaia, ambisce ad essere un libretto di istruzioni “pronte per l’uso”. Le dinamiche del film esplicitano i rapporti intimi tra uomo e territorio. Il film nel vince il premio della giuria a cinquantacinquesimo Trento film festival e al decimo Cervino cine mountain.

Nel 2008 realizza La società invisibile per pensieri in piazza realizza un breve film che utilizza l’audio di una lezione tenuta del filosofo Daniel Innerrarity e le immagini in movimento filmate in alcuni spazi urbani abbandonati, marginali di Pinerolo. Dalla convivenza di questi due materiali nascono dei percorsi di pensiero che trasformano questi luoghi in “promesse”.

Assieme a Diego Mometti, ha sviluppato e portato a termine una serie di opere:

Dal 2006 il Progetto Aristeo, una ricerca che ha come obbiettivo un film in episodi che parte dalle testimonianze raccolte da Nuto Revelli ne “Il mondo dei vinti” e ne “L’anello forte” per arrivare a raccogliere un’ampia serie di “nuove” testimonianze dei discendenti, riaffrontando gli stessi temi in tempi e luoghi differenti. In questo quadro realizza dei primi film preparatori: Voci e luoghi dal mondo dei vinti, Altri si sono affaticati e voi siete subentrati nella loro fatica e Il motore delle città, in concorso nel 2008 al Trento film festival.

Dal 2008 Paesaggi del mondo: una progetto di ricerca documentaria sull’agricoltura, l’ecologia e il futuro nel territorio del Pinerolese. Di questo progetto fa parte il film Taglio di ritorno e il film La vita è un lavoro, (58° Trento Film Festival, sezione Terre Alte) opera che indaga la relazione tra donne e agricoltura partendo dalle loro pratiche quotidiane.

Una serie di piccoli documentari sulla frutta, sulle tecniche di coltura dei frutteti e sul paesaggio relativo, per il futuro Museo della frutta che avrà sede presso la cooperativa Il Frutto Permesso di Bibiana. Dal 2009 Una nuova regione di mondo, un film che espliciti le possibilità di un territorio, quello ligure, entrando nelle pieghe del paesaggio, coinvolgendo, tramite la figura di un attore nomade, persone e esperienze particolari dell’entroterra.

Nel 2010 giunge a conclusione il lungo progetto con la Fondazione Nuto Revelli. con la produzione esecutiva di Pulsemedia, realizza il film in più parti Il Popolo che manca (Il lavoro, la terra, le migrazioni) risultato conclusivo del Progetto Aristeo. Inoltre esce il film unico sempre con lo stesso titolo vincitore del premio speciale della giuria, del premio UCCA e del premio AVANTI al 28° Torino Film Festival, del premio della critica cinematografica italiana "Luciano Emmer" al 59° Trento Film Festival.

Nel 2011 presenta la mostra multimediale Il Popolo che manca al centro espositivo di arte contemporanea “Il filatoio” di Caraglio (CN).

Nel 2011 inizia la collaborazione con il “Centro Giacometti” di Stampa in Svizzera. Con Diego Mometti sta preparando una serie di materiali per il futuro museo multimediale che sarà dedicato alla figura dell'artista di fama mondiale Alberto Giacometti. Tra i materiali in progetto anche un documentario su Alberto Giacometti e la sua valle.

Nel 2013 dà inizio al progetto La Terra che connette che si articola sostanzialmente in una serie web e in un documentario che verrà ultimato nel 2015.

Nel 2015 produce e co-dirige il film Su Campi Avversi (il documentario legato al progetto La Terra che connette) di cui firma la seconda parte (Il recinto). Il documentario esce nella sezione “Panorama” al Festival dei Popoli di Firenze nel dicembre 2015.

Nel 2016 realizza un’app per smatphone e tablet con 22 episodi di docu-fiction sulla vita e le opere di Alberto Giacometti che compongono i percorsi della guida culturale Giacometti Art Walk, prodotta dalla Fondazione Centro
Giacometti di Stampa (Svizzera).

Nel 2016 si occupa della fase di sviluppo produttivo del progetto documentaristico Mother Lode di Matteo Tortone.

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FILMOGRAFIA

Scritti di pietra”, Andrea Fenoglio, digitale (4:3), colore, 65 minuti, 2005. Il documentario si concentra sulle dinamiche estrattive e produttive della Pietra di Luserna. Ne esce un lavoro “strutturalista” che analizza rapporti di proporzione uomo-macchina, uomo-paesaggio, uomo-produzione, attraverso un’ osservazione del lavoro durata un anno.

L’isola deserta dei carbonai”, Andrea Fenoglio, digitale (4:3), colore, 72 minuti, 2007. (56° Trento Film Festival) Quello del carbonaio è un mestiere che, nel nord d’Italia, scompare nella seconda metà del novecento.
Questo film è l’espressione della cultura materiale conservata dagli ultimi due carbonai della Val Lemina, una piccola vallata che parte da Pinerolo, in provincia di Torino.
Il documentario mostra dunque le fasi di lavorazione di una carbonaia, ossia come dal legno si possa ottenere carbone. Non si limita però ad una esemplificazione didascalica di azioni produttive; attraverso i racconti dei carbonai e le immagini dei boschi, delle radure della vallata, delle borgate
franate su se stesse, scopre un mondo di fantasmi, un territorio “desertificato”. Un territorio in assenza d’uomo, che porta però con sé le tracce del suo stanziamento, della sua scomparsa e del suo possibile ritorno.

Voci e luoghi dal mondo dei vinti”. Andrea Fenoglio - Diego Mometti, digitale (4:3), colore, 300 minuti c.ca (11 episodi), 2007. Nel 1977 il ricercatore-scrittore Nuto Revelli dà alle stampe “Il Mondo dei Vinti”, una inchiesta sulle condizioni e sulle esperienze del mondo contadino della
provincia di Cuneo, il testamento di una civiltà.
“Voci e luoghi del mondo dei vinti” è una serie di episodi audiovisivi che parte dal lavoro di registrazioni sonore di Nuto Revelli. Tutti gli episodi sono strutturati allo stesso modo seguendo delle tematiche e sotto-tematiche differenti ovvero il rapporto con la terra, lo spopolamento, la fabbrica, l’emigrazione, la guerra, la morte.
La parte audio è composta da frammenti delle registrazioni delle testimonianze che Nuto Revelli ha raccolto durante gli anni settanta. Gli stralci di registrazioni si incastonano con le immagini dei luoghi descritti dai testimoni filmati nei mesi tra agosto e dicembre del 2006. Partendo da questo materiale gli 11 episodi trattano le tematiche di spopolamento periferico, rapporto città-campagna, lavoro, guerra, morte, emigrazione, medicina e rapporto con la terra.
Molti testimoni si mescolano in più di un episodio e l’intera opera può avere una lettura generale che nasce dall’analisi della struttura di un territorio in relazione ad una memoria storica, costituita dalle voci registrate da Nuto Revelli.

Altri si sono affaticati e voi siete subentrati nella loro fatica”, Andrea Fenoglio - Diego Mometti, digitale (4:3), colore, 72 minuti, 2007. Il film è composto da due registri che si intersecano in una narrazione a più voci, le voci dei testimoni di Nuto Revelli che raccontano allo scrittore cuneese del loro mondo contadino affrontando le esperienze vissute di guerra, di emigrazione e di spopolamento della montagna e della campagna povera.
Il film si divide in 3 parti:
1. Guerra. Soldati e contadini. I contadini sono sempre stati considerati carne da macello, nella prima guerra mondiale furono ingannati con la promessa della terra e mandati a combattere contro altri contadini austriaci. Dalla descrizione della vita in trincea e delle disfatte subite da questo esercito di contadini si percepisce la cruda disperazione della guerra e del dopo-guerra.
2. Emigrazione. Côte d’Azur. L’emigrazione verso la Francia è, tra le due guerre, condizione necessaria per sopravvivere, rientra nella normalità dei valligiani che considerano la Francia una seconda patria.
3. Spopolamento. Mondi diversi. La migrazione interna dalle vallate ai centri industriali trasforma i contadini in operai. Hanno voluto e dovuto abbandonare la loro terra, ma i ritmi della civiltà contadina non si abituano all’assalto chiassoso della vita moderna, al culto del denaro, alla frenesia, convivono, nello stesso territorio, due mondi diversi.

La società invisibile”, Andrea Fenoglio, digitale, colore, 26 minuti, 2008. Questo breve film utilizza due percorsi paralleli. L’audio della lezione di Daniel Innerarity sul suo libro “La società invisibile”, tenuta nell’edizione 2007 di Pensieri in Piazza. Le immagini in movimento filmate in alcuni spazi “indecisi” di Pinerolo. Per spazi “indecisi” si intende una categoria di spazi, in questo caso urbani, abbandonati, ai margini, in attesa dell’esecuzione di un progetto sospeso. Dalla convivenza di questi due materiali nascono dei percorsi di pensiero che trasformano questi luoghi in “promesse”. Il verde che copre le aree urbane abbandonate e lì a indicarci altre vie possibili capaci di arrestare e superare i meccanismi della speculazione edilizia.

Il motore delle città”, Andrea Fenoglio - Diego Mometti, digitale (4:3), colore, 52 minuti, 2008. “Il Motore delle città” è una parabola che, attraverso le testimonianze-audio raccolte da Nuto Revelli negli anni ’70, descrive lo spopolamento della montagna cuneese utilizzando immagini riprese oggi. Il film è composto da due episodi. Il primo descrive ciò che rimane dei luoghi abbandonati. Tutte le testimonianze ripercorrono il senso di isolamento degli ultimi rimasti. Le immagini svelano il passaggio del tempo e indagano un territorio completamente desertificato. ll secondo episodio racconta lo scontro tra due opposti modi di vivere: quello del montanaro e quello del cittadino.
Vengono narrati i pensieri e l’esistenza di un uomo che vive un presente di operaio ma che serba dentro di sé l’esperienza e l’emozione della vita in montagna. Le immagini fanno da sfondo alle esperienze dei testimoni e indagano l'opposizione tra i diversi paesaggi come metafora del contrasto interiore di chi li ha abitati e vissuti.

Taglio di ritorno”, Andrea Fenoglio – Diego Mometti, digitale (4:3), colore, 65 minuti, 2009.
Documentario pilota del progetto Paesaggi del mondo, finalizzato alla realizzazione di un film che descriva, nel territorio pinerolese, le pratiche agricole tradizionali e biologiche, le forme di autosussitenza , i comportamenti ecologicamente virtuosi, e più in generale tutte quelle idee o quelle attività che riflettono sul rapporto con la terra, sulla possibilità di vivere nel nostro habitat, con il minore impatto ambientale possibile. I documentari sono quindi una camera di condensazione dei comportamenti di tutti coloro che già operano nel Pinerolese secondo queste convinzioni. La decifrazione del paesaggio è la mappa visiva attraverso la quale descriviamo sia la stratificazione dei cambiamenti ambientali, sia le prospettive future di trasformazione e adattamento.

Il viso”, Andrea Fenoglio – Diego Mometti, digitale (16:9), colore, 45minuti, 2009.
Il film è stato realizzato coinvolgendo una comunità alloggio di disabili di Saluzzo e alcuni studenti del Liceo pedagogico della città. Diverse quotidianità si intrecciano in una giornata estiva, disegnando una trama di incontri e di confronti che ridefiniscono lo spazio cittadino e periurbano. Le diverse abilità si amalgamano costruendo uno spazio denso di gesti leggeri.

La vita è un lavoro”, Andrea Fenoglio – Diego Mometti, digitale (4:3), colore, 45 minuti, 2009. (58° Trento Film Festival)
Obbiettivo del film é registrare un momento storico in cui molte donne cercano il dovuto ruolo di protagoniste nella coltivazione della terra; interrogarci, con loro, se vi è uno specifico femminile nel fare agricoltura, nel rapporto con la terra, ed approfondire altri aspetti della loro vita che influenzano il loro lavoro: le pratiche di cura parentali e vicinali, l’importanza dell’innovazione e dello spirito di adattamento nella micro-agricoltura contemporanea, le prospettive di futuro che la coltivazione della terra lascia prevedere.

Il popolo che manca”, Andrea Fenoglio – Diego Mometti, digitale (4:3), colore, 72 minuti, 2010. (28° Torino Film Festival – 59° Trento Film Festival)
La fame, l”emigrazione, l”abbandono delle montagne e l”avvento di un nuovo mondo: un grande affresco di storie, un intenso documento che prende avvio dalle originali testimonianze di contadini e montanari delle valli cuneesi raccolte da Nuto Revell “Il Mondo dei vinti” e “L”anello forte” per poi intrecciarsi a quelle dei loro discendenti, uomini e donne contemporanei ancora cittadini di quelle terre trasformate. Voci di ieri e di oggi che si mescolano alle immagini del paesaggio cuneese: un territorio fatto di resti, cicatrici, cimeli che visualizzano le distanze e le correlazioni tra la civiltà contadina e il presente post-industriale. Così il film mostra un susseguirsi di tracce: vestigia delle borgate montane e stratificazioni del paesaggio rurale che si intrecciano a fabbriche abbandonate, ruderi dell’abusivismo edilizio, capannoni commerciali nati già relitti. Una ripresa e attualizzazione dei grandi temi revelliani che attraversano tutto il ‘900 e arrivano ai giorni nostri segnati dalla difficoltà politica e sociale di ordinare e guidare trasformazioni epocali.Un materiale sonoro preziosissimo quello registrato da Revelli che riporta all’attenzione un mondo dimenticato e che qui acquista un ulteriore valore profetico e un’intensa forza evocativa.

Il popolo che manca – Il lavoro, Andrea Fenoglio – Diego Mometti, digitale (4.3), colore, 104 minuti, 2010. (59° Trento Film Festival)
La prima parte è dedicata allo spopolamento dei territori marginali in favore dei nuclei industriali cittadini, la miseria del mondo contadino, le sofferenze. La fabbrica come rappresentazione di una nuova vita. Il boom economico come cesura con il passato di stenti. Nella seconda parte si rimette in discussione il benessere acquisito dall’industrializzazione affrontando il limite ecologico che lega il lavoro dell’uomo all’ambiente, all’habitat. Si sente la necessità di una trasformazione dei rapporti sociali, economici ed energetici, si avvertono alcuni indizi di cambiamento.

Il popolo che manca– La terra, Andrea Fenoglio – Diego Mometti, digitale (4.3), colore, 92 minuti, 2010. (59° Trento Film Festival)
Nella prima parte si affrontano contesti geograficamente diversi come la montagna, la pianura e la collina, parlando della relazione di dipendenza dalla terra del contadino, dell’abbandono a favore della fabbrica, della frammentazione dei poderi, della diffidenza e dell’attaccamento alla roba e di
come oggi si veda la terra non tanto come fonte di sussistenza ma come “supporto” speculativo. Nella seconda parte si prende invece in considerazione il rapporto strutturale che lega l’uomo alla terra, si scava nell’intimità “religiosa” dei testimoni di ieri e di oggi . Si delinea una critica
allo sviluppo apparentemente senza limiti della società contemporanea.

Il popolo che manca– Le migrazioni, Andrea Fenoglio – Diego Mometti, digitale (4.3), colore, 59 minuti, 2010. (59° Trento Film Festival)
Questo film è costituito da un’unica parte. Mette in relazione le testimonianze emigratorie raccolte da Revelli con quelle immigratorie raccolte nel contemporaneo. Da questo confronto vengono evidenziati i luoghi comuni nei quali la società si rispecchia per restare all’oscuro delle reali dinamiche che portano un uomo a dover emigrare dal proprio paese d’origine. Il passato emigratorio del Cuneese si riflette nelle situazioni migratorie contemporanee, i vecchi contadini di Revelli “dialogano” con i nuovi migranti Rumeni, Ivoriani, Magrebini che aprono il medesimo territorio ad altre prospettive.

Invisibili, appunti per un film sui braccianti africani a Saluzzo”, Andrea Fenoglio, digitale (16:9), colore, 29 minuti, 2012.
Il cortometraggio abbozza tre situazioni: una giornata di un bracciante africano, una poesia letta da Ibrahim Diabaté e un'intervista intorno al fuoco di due abitanti della tendopoli. In due giorni di ripresa ho tracciato alcuni spunti narrativi che mi aiuteranno a realizzare un vero e proprio film nel 2013/14.
Il materiale che ne è scaturito va comunque visto come un'opera a sé, esprime l'urgenza di affrontare una realtà rimossa per troppi anni in Italia: l'immigrazione ha voluto dire per il nostro paese la tenuta e la trasformazione di un'economia in crisi. E' l'ora che gli immigrati, regolarizzati da una legge civile, acquisiscano la cittadinanza e abbiano diritto di parola nel dibattito pubblico italiano ed europeo.

Su campi avversi”, Andrea Fenoglio e Matteo Tortone, digitale (16:9), bn e colore, 63 minuti, 2015.
Due migranti stagionali, tra altri 500, venuti in Nord Italia per fare un po’ di soldi con la raccolta della frutta restano intrappolati in giornate stagnanti, senza lavoro e senza prospettiva. Il loro campo di accoglienza sorge sulla terra che un tempo fu di Martin e qualche anno fa, come accadde a molti, gli fu espropriata.
L’agricoltore vive ora in un recinto tra i cani, la sua rabbia ed il suo camper. La terra lega strette insieme le loro storie di rassegnazione e di speranza.

Giacometti Art Walk”, Andrea Fenoglio e Diego Mometti, digitale (16.9), colore, 22 episodi di un totale di 52 minuti, 2016.
Giacometti Art Walk è un’app innovativa sulla vita e le opere di Alberto Giacometti. Contiene materiali di docu-fiction che si possono visualizzare solo camminando nei percorsi della terra di origine di uno dei più importanti artisti del ‘900, la Val Bregaglia in Svizzera.

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Walls and Borders
Maddalena Merlino e Claudio Paletto con Sandra Assandri, Franca Balsamo, Mario Balsamo, Matteo Bellizzi, Tamara Bellone, Andrea Bessone, Enrico Bisi, Khalid Bougir, Giovanna Boursier, Federico Bruno, Mimmo Calopresti, Pè Calopresti, Pulika Calzini, Mauro John Capece, Maicol Casale, Vittoria Castagneto, Alessandro Castelletto, Manuele Cecconello, Armando Ceste, Renato Chiocca, Angelo Chionna, Rodolfo Colombara, Monika Crha, Giorgio Cugno, Fabrizio De Bartolomei, Teo De Luigi, Gianluca e Massimiliano De Serio, Nicholas Di Valerio, Luciano D\\\'Onofrio, Zena el Khalil, Alessandro Felice, Andrea Fenoglio, Giacomo Ferrante, Davide Ferrario, Richi Ferrero, Massimiliano Finotti, Giuseppe Foglino, Pit Formento, Silvia Formia, Daniele Gaglianone, Luca Gasparini, Sonia Giardina, Marcella Gilardoni, Ludovica Isidori, Loris Laccu, Bruno Larini, Grazia Licari, Maurizio Lorenzati, Adonella Marena, Roberto Mariotti, Vincent Martorana, Marco Mathieu, Beatrice Mazzone, Francesco Momberti, Diego Mometti, Stefanos Mondelos, Fernanda Moneta, Maurizio Orlandi, Chiara Pacilli, Fulvio Paganin, Giovanni Panozzo, Luca Pastore, Emanuela Peyretti, Elena Quarta, Regiana Queiroz, Gigi Roccati, Alfredo Ronchetta, Delfino Maria Rosso, Gianni Sartorio, Sonia Sassella, Cristina Savelli, Antonello Schioppa, Flavio Sciolè, Alberto Signetto, Piera Tacchino, Adil Tanani, Gennaro Testa, Claudia Tosi, Vanni Vallino, Andrea Zambelli, Italia, 2009, 290'
Scheda aggiornata al 11.04.2017
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