"L’uomo mangiò il frutto dell’albero della conoscenza e incominciò a sapere, apprendere, separare. E da quel momento iniziarono anche i suoi guai. Forse ne avrebbe evitati parecchi se si fosse accorto che, su quell’albero, oltre alle mele, c’erano anche delle pere…"

Mattino presto, un corteo di persone per strada: protestano perché gli industriali, i sindacati e il governo francese hanno deciso di modificare il loro sussidio di disoccupazione. Un annoso problema, un’immagine consueta.
Le loro grida svegliano un buffo omino che abita il fumetto che fa da filo conduttore al film. L’omino si dirige alla finestra e considera che quel movimento di persone si comporta né più né meno come un corteo di nuvole. Come le nuvole possono portare problemi o soluzioni. Come le nuvole, arrivano, accadono e se ne vanno. E poi tornano.
E’ una considerazione poetica, un po’ eccentrica. Ma per il nostro personaggio diventa una sfida del pensiero e dell’immaginazione: possiamo stabilire un’analogia rigorosa, scientifica, tra le nuvole e i movimenti sociali?
Inizia così un viaggio che, partendo da territori apparentemente famigliari (la meteorologia e la poltiica), finisce per sconfinare in aree poco esplorate, in cui soggetti a prima vista separati e distanti, risultano infine simili e connessi: nuvole e movimenti, goccioline di vapore e persone, perturbazioni e grandi questioni sociali.
A far da guida nel viaggio è il paradigma scientifico, ossia l’idea che attraverso la ragione, la prova e la verifica, l’essere umano possa conoscere e controllare la natura e tutto ciò che la riguarda (umani inclusi). Un modello di pensiero che ha nella logica la sua grammatica e nella ricerca dell’esattezza la sua ossessione. Un paradigma che, nella sua fase classica, dall’Illuminismo al ‘900, non ha fatto che richiamarsi all’antico detto che recita ai bambini delle elementari che non bisogna mischiare le pere con le mele.
Fedele a questo principio, la scienza moderna (nelle le sue mille applicazioni) non ha fatto altro che frammentare, separare, dividere tutto, nella speranza che, rimettendo poi le cose insieme, si arrivasse a comprendere il senso e la natura di ogni cosa. Ma quello che la scienza stessa nel corso dell’ultimo secolo ha capito è che non funziona proprio così. O, meglio, funziona così in laboratorio, ma quando si va nella vita reale, le cose sono maledettamente più complicate. Tanto che ancora adesso non sappiamo esattamente dove vanno le nuvole domani…
Un buon esempio di come non tutto possa ridursi alla pura analisi razionale è la musica: certo, c’è una componente matematica, certo la fisica e le altre scienze applicate possono chiarirci molte cose. Ma dai numeri non verrà mai fuori Mozart e con i soli numeri non potremo mai capire perché l’opera K140 ci commuove ancora adesso.

Protagonisti del film, oltre all’omino del fumetto, sono il movimento degli Intermittenti, lavoratori precari dello spettacolo che nel 2003 turbarono l’estate culturale francese, il meteorologo e climatologo italiano Luca Mercalli e il matematico/musicista scozzese Iain Mc Larty.

In principio c’era un’analogia. Un’affinità soprattutto visiva, forse poetica: i movimenti  sociali assomigliano alle nuvole. Come le nuvole, arrivano, accadono, scompaiono.

Poi, è entrato dentro di tutto: la meteorologia e la questione ambientale, il precariato e la scienza, l'Illuminismo e la matematica, la politica e il mistero. Alla fine ne è venuto fuori un viaggio dentro i limiti della ragione e la necessità del mutamento.

L'ambizione era di realizzare un film leggero su argomenti pesanti. Non so se ci siamo riusciti, ma la fatica ne è valsa la pena. perché nulla dopo mi è sembrato più come prima.

Un lavoro ripagato con la censura del mercato ("bello ma difficile", il ritornello) e la disattenzione degli addetti ai lavori.

«Il film si conclude con la canzone "Go Tell The Women", cantata da Nick Cave dei Grinderman, il cui testo mi pare racconti bene lo spirito con cui mi sono ritrovato alla fine della realizzazione di questo film, di ottimo umore, come dopo un viaggio faticoso ma ricco di esperienze». (Guido Chiesa)

Soggetto
Guido Chiesa, Luca Di Meo (Wu Ming 3)
Sceneggiatura
Guido Chiesa, Luca Di Meo (Wu Ming 3)
Fotografia
Luciano Federici, Kathleen Friend e Remy Mazet. Gherardo Gossi (Supervisione)
Montaggio
Luca Gasparini
Musica originale
Teho Teardo
Musiche di repertorio
La canzone dei titoli di coda è "Go Tell The Women" dei Grinderman, gruppo composto da Nick Cave, Martin P. e Casey Jim Sclavunos.
Suono
Heloïse Claude, Sonia Portoghese, Becky Thomson, Marco Benevento
Altri credits
mBanga Animation Studio (animazioni e grafica)
Interpreti
Luca Mercalli (meteorologo e climatologo), Iain McLarty (matematico e musicista), François-Loïc Glasman (musicista e attore intermittente), Mariline Gourdon (attrice intermittente), Mitsou Doudeau (ballerina intermittente), Sandra Bechtel (attrice intermittente), Giuseppe Battiston (voce cartone animato).
Produzione esecutiva
Cda & Vivalda
Produttore
Silvia Innocenzi e Giovanni Saulini
Co-produttore
Lene Bøurglum, Tiziana Cerutti Soudani
Produzione
Orione Cinematografica, in co-produzione con I.M.T.M. Film (Francia), Offbeat Film (Danimarca), Amka Films (Svizzera), con la collaborazione di Giorgio Vivalda - Pubbliviva - Cda & Vivalda
con il contributo di MiBAC – Direzione Generale Cinema, Regione Piemonte - Assessorato alla Cultura e Film Commission Torino Piemonte
Premi e festival

- 2007: Festa Internazionale del Cinema di Roma, sezione “Extra”
2009 - Piemonte Movie - Un anno di cinema sotto la Mole