Sguardi è un piccolo atlante per chi cerca direzione. Una mappa da cui ripartire. In un mondo dove la malattia spesso isola, definisce, ingabbia, Casa Oz propone un’altra via: quella della cura come quotidianità. Una cura che non è lotta, ma attenzione. Non è resistenza, ma coesistenza. Una cura fatta di relazioni, sport, educazione, gioco, arte. Una normalità vissuta non come illusione, ma come radice profonda dell’identità di ciascuno. Sguardi nasce da questa filosofia e la espande, cercando nei volti e nelle vite di persone straordinarie, eppure profondamente umane, nuovi modi di guardare alla fragilità, alla crisi, al futuro. Sono storie vere, attraversate da dolore, ma anche da visione. Esperienze che non si fermano al passato ma che orientano il futuro. Sguardi che insegnano, senza volerlo, a guardare diversamente.
Insieme a Casa Oz pensiamo che uno dei pilastri della risposta alla malattia (e agli effetti spesso devastanti che investono la famiglia del malato) è la quotidianità. Intesa come valorizzazione delle relazioni, della cura intesa come attenzione a tutti gli aspetti fondamentali della vita della persona (dall’educazione allo sport), della normalità dell’ambiente vitale come chiave per non perdersi nell’unica identità di “malato”. Insomma, tutto questo ci fa capire che è sempre bene, in situazioni di crisi o quantomeno complesse, fermarsi, fare il punto dove stiamo andando e ascoltare chi ci può aiutare. I maestri, i mentori, i saggi, chiamiamoli come vogliamo: alle volte non sanno neanche di esserlo ma hanno attraversato selve oscure e hanno imparato lezioni luminose. Per questo sentiamo forte l’esigenza di mettere in contatto, appunto, la filosofia che ha reso unica Casa Oz con l’esperienza di vita di alcune persone che vale sempre la pena stare ad ascoltare.