Il film ha due protagonisti, uno molto famoso e conosciuto. L’Architetto Alessandro Antonelli il papà della Mole Antonelliana e uno molto meno famoso e sconosciuto a tutti, fatta forse eccezione di pochi addetti ai lavori.
Il Geometra Giulio Gonnet, che con maestria, competenza ed umiltà ricostruirà in soli tre anni la guglia della Mole Antonelliana crollata a causa di una tromba d’aria Il 23 maggio 1953.
Di Antonelli e della sua opera più famosa, la Mole Antonelliana, più o meno tutti ne sanno qualche cosa, di Giancarlo Gonnet nessuno ne sa niente, io compreso.
Siccome mi piace raccontare storie, quella di Giulio Gonnet era una bella storia inedita, che meritava di essere raccontata.
Ho incontrato la figura di Giulio Gonnet attraverso il figlio, l’Ingegnere Giancarlo Gonnet, quando andando per la prima volta a casa sua, ho visto un modellino in legno alto un paio di metri della guglia della Mole Antonelliana. Alla mia domanda da dove venisse, Giancarlo con la modestia che lo contraddistingue mi disse: “L’ha fatto mio padre quando con la sua impresa di carpenteria in ferro ottenne l’appalto per la ricostruzione della guglia crollata nel 1953”.
Mi raccontò la storia della ricostruzione e le ardite soluzioni tecniche per poter portare a 167 metri da terra i grandi anelli di metallo realizzati dalle Officine Savigliano (che sono l’anima attuale della guglia) e poi aggiunse che c’erano i progetti, i disegni tecnici e che c’era anche un filmato (che oggi definiremo di Backstage) su come funzionava la gruetta che portava su i pezzi.
Era un filmato di una decina di minuti in tutto.
Guardando con lui, quelle immagini bellissime in un rigoroso bianco e nero, ebbi chiaro che di questa storia avrei dovuto farci un film.
Mi serviva un narratore che accompagnasse il pubblico in questo viaggio, chi meglio di Guido Montanari docente di Storia dell’Architettura contemporanea del Politecnico di Torino che accettò subito e da li siamo partiti.
Ne è nato questo film che parla anche della storia della Mole, con alcuni curiosi aneddoti poco conosciuti sulla costruzione della Mole Antonelliana, ma rende finalmente onore al lavoro di un “Piccolo Geometra” che con le sue soluzioni tecniche ardite ed innovative, preciso e attento alla sicurezza di un cantiere posto a 167 metri di altezza (dove nessuno si fece male nei tre anni di cantiere), ha in soli 3 anni ricostruito la guglia della Mole Antonelliana.