Una madre muore e suo figlio Alessandro (47) parte. Una natura vigile accompagna i suoi passi attraverso un deserto di cimiteri, dove fiori di plastica resistono al tempo. Nel sottosuolo, le viscere custodiscono frammenti del passato: la casa natale, oggi abitata dal padre Carlo (85), che vive come un eremita, raccoglie fiori e li depone sulla tomba della moglie. Intorno, la bellezza degli Appennini segnati dallo spopolamento. Nel viaggio, Alessandro scopre che la morte della madre ha svelato la sensibilità nascosta del padre: i traumi della guerra, la fragilità e la forza di un uomo rimasto solo. L’aridità del deserto dialoga con il vuoto del suo territorio d’origine. Le immagini del passato riaffiorano: cosa chiedono di svelare? La distanza apre un varco che unisce padre e figlio in una danza invisibile tra luoghi dalla stessa sorte. Al ritorno, i due si riconoscono. Di fronte al mare estivo comprendono che tutto è cambiato.
Dopo la morte di mia madre, la casa dell’infanzia diventa un deserto di ricordi, ma anche il luogo in cui riscopro mio padre: una presenza affettiva fragile e tenace, ultimo baluardo di un mondo, in graduale sfaldamento. Andare via e scegliere il deserto significa per me intraprendere un viaggio spirituale, la ricerca di un paesaggio in cui ritrovarmi. A orientare questa scelta è stata la visione di Nostalgia de la luz di Patricio Guzmán, dove il deserto si rivela terra fertile, capace di generare profonde trasformazioni interiori. Nell’Atacama cileno e nella Puna argentina, i posti più aridi della terra, costruisco un ponte: la presenza di cimiteri e miniere abbandonate diventa un dispositivo capace di connettermi con la complessità del territorio appenninico e dei suoi paesi sempre più vuoti. Questo progetto risponde a una domanda lasciata in sospeso nel mio film precedente "I vetri tremano": cosa c’è oltre il vuoto lasciato da mia madre? Forse una relazione da scoprire, un ponte da costruire tra un padre e un figlio, tra frammenti di memoria e ciò che resta dopo.
Soggetto
Alessandro Focareta
Sceneggiatura
Alessandro Focareta
Fotografia
Jaime Guerra, Alessandro Focareta
Musica originale
Ernesto Romeo, Victoria Barca, Agustina Crespo
Altri credits
Alessia Petitto (Archive Producer); Alejandro de la Fuente (Story Editor)
Interpreti
Carlo Focareta, Alessandro Focareta
Produzione esecutiva
Cesar Emil Rodriguez Garabot
Produttore
Alessandro Focareta, Cesar Emil Rodriguez Garabot, Alejandro de la Fuente