In Giappone, una cabina telefonica non collegata ad alcuna linea offre ai familiari in lutto uno spazio per connettersi con i propri cari defunti. Chiamami quando soffia il vento è un invito poetico ad affrontare la paura della morte e ad abbracciare la vita e le emozioni.
Incontrando Sasaki, ho trovato un uomo che porta con sé il proprio dolore e la paura della morte. Il suo corpo è fragile e lui stesso si preoccupa del futuro del telefono. Quando gli ho confidato le mie difficoltà nell’elaborare il lutto, mi ha incoraggiata a usarlo. È stato l’inizio di un viaggio – non solo verso il suo giardino, ma anche verso la riscoperta di me stessa. Attraverso ritratti ed incontri empatici e visivamente potenti, Chiamami quando soffia il vento ci invita a meditare sulla perdita, sul lutto e sulla morte, ma anche sulla bellezza che, nonostante il dolore, continua a emergere e alla fine ci riconnette con la vita…
(Arami Ullón)