Torino, 2005. Quando nonno Guido muore, lasciando parte della sua eredità alla Fondazione Villa Emma, di cui nessuno nella sua famiglia ha mai sentito parlare, la nipote Lucia decide di indagare andando a lavorare alla Fondazione come volontaria. Qui scopre la storia straordinaria degli oltre 70 bambini e ragazzi ebrei provenienti da mezza Europa in fuga dalle persecuzioni naziste che, nel 1942, trovarono rifugio a Villa Emma a Nonantola e si salvarono grazie alla solidarietà della comunità locale. Alla fondazione Lucia conosce Miranda, una volontaria solitaria e severa, di cui ben presto scopre un passato cupo e complesso, legato ai ragazzi di Villa Emma e al terribile segreto che suo nonno si è portato nella tomba. Tra storia e memoria, verità e negazione, Lucia deve affrontare il peso di un'eredità che non è solo materiale ma anche morale, e decidere se rivelare il passato sia un atto di giustizia o la distruzione della sua famiglia. Ispirato a una storia vera.
Esistono storie rimaste troppo a lungo ai margini della memoria collettiva che meritano di essere raccontate. È il caso della vicenda straordinaria dei ragazzi ebrei di Villa Emma e degli abitanti di Nonantola avvenuta tra il ‘42 e il ‘43, una sorta di Schindler’s List italiana, in cui l’eroe fu l'intera comunità, semplici cittadini che, rischiando la propria incolumità, accolsero, nascosero e poi riuscirono a mettere in salvo oltre 70 bambini e ragazzi ebrei provenienti da tutta Europa e in fuga dalle persecuzioni naziste, in uno dei rari capitoli a lieto fine della Shoah. Questo atto di eroismo collettivo ci ricorda che la scelta più naturale, quando la storia ti fa incontrare qualcuno in difficoltà, non è voltarsi dall'altra parte, ma tendere la mano. Vogliamo realizzare un film originale e rilevante, con una struttura narrativa ambiziosa e stratificata su due linee temporali: il viaggio di scoperta delle proprie origini di Lucia, ambientato nei primi anni 2000 in Piemonte, è la linea portante in cui si intreccia la scoperta delle vicende avvenute a Nonantola nel 1942. Lo spettatore scopre il passato di pari passo con Lucia, in un viaggio teso e imprevedibile che porta ad una rivelazione finale dirompente che cambierà la vita della protagonista, conferendo al film il ritmo serrato di un thriller e la profondità emotiva di un racconto di formazione.