"Zamora", film d’esordio alla regia di Neri Marcorè - girato per 6 settimane a ottobre 2022 in Piemonte con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte - in prima serata su Rai 1 mercoledì 14 gennaio 2026 e in contemporanea disponibile su RaiPlay.
Liberamente tratto dal romanzo omonimo di Roberto Perrone e scritto dallo stesso Neri Marcorè con Maurizio Careddu, Paola Mammini e Alessandro Rossi, prodotto da Pepito Produzioni con Rai Cinema, "Zamora" è stato girato per 6 settimane a ottobre 2022 in Piemonte con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, coinvolgendo diverse location cittadine e un folto numero di professionisti piemontesi. Tra i luoghi del capoluogo sabaudo che hanno ospitato le riprese, ricordiamo: la Facoltà di Anatomia, lo storico locale notturno Le Roi, campi da calcio, bar, ristoranti e appartamenti privati e numerose vie del centro. La troupe ha effettuato dei giorni di riprese anche fuori Torino, coinvolgendo comuni parte della Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte come San Mauro, Trino e Carignano.
Molti i professionisti piemontesi impegnati sul set, sia nella troupe che nel cast, tra cui la location manager Emanuela Minoli, la scenografa Francesca Bocca, Brenda Civico che si è occupata della selezione durante i casting per figurazioni e piccoli ruoli, da cui sono stati scelti anche Stefano Saccotelli, Marinella Pavanelli, Davide Ferrario e Elena Brioschi.
Uscito al cinema ad aprile 2024, “Zamora” ha partecipato a diversi festival nazionali ed internazionali ottenendo riconoscimenti, tra cui: il Festival di Madrid nella sezione Nuovi Autori, premio della giuria alla 28ª edizione del Bobbio Film Festival, una nomination come Miglior esordio alla regia ai David di Donatello 2025, evento speciale alla 42.ma edizione del Bellaria Film Festival e al BIF&ST 2024 di Bari.
"Zamora" narra la storia del trentenne Walter Vismara, che ama condurre una vita ordinata e senza sorprese: ragioniere nell'animo prima ancora che di professione, lavora come contabile in una fabbrichetta di Vigevano. All’improvviso la sua fabbrica chiude e lui si ritrova in un'azienda avveniristica della vitale e operosa Milano, al servizio di un imprenditore moderno e brillante, il cavalier Tosetto. Quest’ultimo ha il pallino del folber (il football, nel termine coniato da Gianni Brera) e obbliga tutti i suoi dipendenti a sfide settimanali scapoli contro ammogliati. Walter, che il calcio non lo sopporta, si dichiara portiere solo perché è l'unico ruolo che conosce, è costretto a giocare per non perdere l'impiego e oltre alla valanga di gol che subisce deve sottostare agli sfottò dei colleghi, tra cui l’ingegner Gusperti, che lo umilia in campo e lo bullizza in azienda. Oltretutto, tra Gusperti e la segretaria di cui Walter si innamora sembra esserci del tenero. Sentendosi tradito e deriso, il ragioniere escogita un piano per vendicarsi. Perché l'importante è rialzarsi e ripartire.