Nel 1926, ormai anziano, Destefanis passeggia nel parco della sua dimora a Front e, seduto sotto un grande faggio rosso, rievoca la propria vita. I ricordi lo riportano all’infanzia contadina, all’amore per la famiglia, alla precoce intelligenza riconosciuta dal notaio Reyneri, che gli permette di studiare. Dopo la morte del padre, grazie ai sacrifici della madre, Giuseppe prosegue la formazione tra Lanzo, Torino e Padova, diventando ingegnere. 

Rientrato in Piemonte, Destefanis costruisce una solida carriera professionale e si distingue per l’impegno sociale, l’attenzione al mondo agricolo e l’innovazione tecnica. Uomo stimato ma solitario, trova nella comunità di Vauda e Front il proprio punto di riferimento affettivo. L’amicizia con Dalmazzi, l’incontro con figure politiche e l’adesione a ideali di giustizia sociale segnano la sua maturità. 

Negli ultimi giorni di vita, consapevole della fine imminente, Destefanis riflette sul senso dell’eredità. Incoraggiato da don Gramaglia, decide di destinare tutti i suoi beni alla collettività: due asili per i bambini di Front e Vauda e la trasformazione del castello in casa di riposo per anziani. Muore serenamente nel 1926, pronunciando il nome della madre, e viene sepolto con estrema semplicità nel cimitero di Vauda. 

Dopo la morte, il suo testamento prende forma concreta: gli asili vengono costruiti e il castello diventa un luogo di cura e accoglienza, progettato dall’Ingegnere Maria Bongioannini. Nel 1953 la salma viene traslata nella cappella di San Gerolamo, accanto a don Castagneri. Nel presente, la comunità continua a custodirne la memoria, impegnandosi nel restauro della sua ultima dimora. 

La storia si chiude tornando al faggio rosso: simbolo di radici, tempo e continuità. La vita di Destefanis si compie non nel possesso, ma nel dono, lasciando un’eredità fatta di pietra, cura e memoria condivisa. 

Regia
Eraldo Enrietti
Soggetto
Eraldo Enrietti, Alessandro Mella, Valentino Vallino, Beppe Cabodi
Fotografia
Fabio Corradini (Direttore della fotografia)
Montaggio
Enrico Sesenna
Scenografia
Monica Cipriano (Scenografia)
Costumi
Giovanna Strobietto (Costumista)
Suono
Lorenzo Casassa Amè (Fonico)
Truccatori e parrucchieri
Anna Chiatello (Truccatrice)
Produzione
Lorenzo Casassa Production
con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte
Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2026