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24 Gennaio 2019

L’edizione 2019 del Premio Salani, conclusasi a Trieste Film Festival è stata vinta dalla regista padovana Martina Melilli con il documentario “My Home, in Libya” già presentato in anteprima al Festival di Locarno l’estate scorsa.

Prodotto dalla Stefilm International srl, Rai Cinema, Arte, ZDF, con il sostegno di MiBACT e Film Commission Torino Piemonte - Piemonte Doc Film Fund,  “My Home, in Libya”, racconta il senso di appartenenza ai luoghi, la memoria individuale e collettiva e come essa lavori sui ricordi, così come il mezzo digitale fa con le immagini, un percorso intimo e personale per la giovane cineasta che intraprende un viaggio “virtuale” nei luoghi appartenuti al passato della sua famiglia.

Erano cinque titoli in gara, opere indipendenti fuori dal circuito distributivo che si avvicinano, almeno idealmente, allo spirito e all’idea di cinema del compianto cineasta toscano Corso Salani cui è intitolato il riconoscimento, oltre al doc vincitore: in lizza La regina di Casetta di Francesco Fei, Gli indocili di Ana Shametaj, Likemeback, opera seconda di Leonardo Guerra Seràgnoli e L’ora d’acqua di Claudia Cipriani.